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domenica 6 maggio 2012

Schiaparelli and Prada: impossible conversations!




"Schiaparelli and Prada: impossible conversations" è il nome della tanto attesa mostra che si terrà, dal prossimo 10 Maggio al 19 Agosto, al MET (Metropolitan Museum of Art) di New York.
Protagoniste saranno due stiliste italiane che in epoche differenti hanno apportato, attraverso la loro innovazione, nuove proposte alla moda.
La mostra sarà diretta da Baz Luhrmann il quale creerà un affascinante dibattito tra le due designers, Elsa Schiaparelli, surrealista ma al contempo classica, e Miuccia Prada, postmoderna eclettico-chic. L'idea nasce ispirandosi al pittore messicano Miguel Covarrubias "Impossible Interviews", che negli anni '30 ebbe successo sulle copertine di Vanity Fair America, secondo cui l'esibizione altro non è che un "dialogo" tra due stili, seppur opposti, che hanno caratterizzato due epoche distinte. 
A raccontare la storia delle due stiliste vi saranno più di 200 pezzi, tra abiti, accessori e fotografie, che dagli anni '20 ai '50 per la Schiaparelli e dagli anni '80 ad oggi per Prada, sfileranno a seconda del tema suddivisi in 7 categorie: Waist Up/Waist Down, Ugly Chic, Hard Chic, Naif Chic, The Classical Body, The Exotic Body e The Surreal Body. 
Il 7 maggio, sempre al Metropolitan Museum di New York aprirà le danze all'evento un rituale Party di gala dal vernissage tanto atteso e tanto cool.





giovedì 3 giugno 2010

Il Museo dell'Aperitivo...CAMPARI!!!


Ha 150 anni ma non è mai cambiato di una virgola. L'aperitivo più celebre d'Italia, più vecchio dell'Italia, per festeggiare l'importante anniversario ha deciso di regalare a Sesto San Giovanni, che per un secolo ha ospitato lo stabilimento del bitter, la Galleria Campari: il museo dell'aperitivo.

Del resto si sa, Campari ha sempre strizzato l'occhio al design e alla creatività, dalla Biennale di Venezia del 1926, con l'esposizione dei manifesti futuristi realizzati da Ferdinando Depero per il commendator Campari, fino all'esposizione del 1964 al Moma di New York dei manifesti del centenario realizzati da Bruno Munari.

Campari inaugura il museo dell'aperitivo, firmato Mario Botta
Già presente alla Biennale del 1926, il marchio attento al design inaugura il proprio museo nella storica sede di Sesto San Giovanni.
La Galleria, che sarà aperta al pubblico, dal 23 marzo, ogni martedì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 19. Ha la sua sede nella palazzina liberty del 1904, in viale Gramsci 141, il primo stabilimento di Davide Campari, figlio del fondatore Gaspare, oggi ristrutturata e ampliata da Mario Botta.

L'allestimento si estende su due piani: il primo è dedicato alla storia del marchio, concepito come un “red passion lab”, laboratorio di immagini ed emozioni, è suddiviso in tra aree: una parete di 32 metri su cui sono proiettate una selezione dei contenuti delle tappe fondamentali della storia dell’azienda, una selezione di 71 caroselli e spot tv, di cui uno firmato Federico Fellini, la campagna realizzata da Ugo Nespolo per I Mondiali 90 e calendari; un percorso/ red carpet, in cui l’esperienza sensoriale è fatta di suoni, manifesti - tra questi quello realizzato da Marcello Dudovich che raffigura il bacio di due innamorati antesignano dei moderni spot sulla red passion - e opere grafiche e pubblicitarie d'autore, Bruno Munari, Marangolo e Guido Crepax; un archivio multimediale con touch- screen che permette al visitatore di sfogliare la storia del marchio. Una parete, infine, proietta una parte del ricco archivio delle campagne pubblicitarie.
Al piano superiore fino al 18 giugno sarà visitabile anche un'altro padiglione della mostra, dedicato a Ferdinando Depero, l'artista di Rovereto che più di tutti contribuì negli anni Venti e Trenta a conferire al Campari l'immagine originale di cui gode ancora oggi. Dal pupazzo storico che beve a garganella una bottiglietta di Campari Soda, fino alle realizzazioni plastiche, passando per una serie di 50 chine dipinte da Depero tra il 1926 e il 1936, con opere giunte in prestito dal Mart di Rovereto, da collezioni private e dal museo Bargellini di Pieve di Cento, manifesti multicolori e bellissimi bozzetti in bianco e nero per la pubblicità realizzati per i quotidiani; si deve a lui nel 1932 la creazione dell’iconica bottiglia del Camparisoda ancora oggi in uso.

Un'esposizione originale per i cultori del manifesto pubblicitario e per gli appassionati dell'aperitivo più futurista d'Italia, l'unico per cui valga la pena dire ogni volta «questa è l'ora del Campari».

martedì 4 maggio 2010

La mostra di primavera del MET di New York

Ha avuto luogo ieri sera l'annuale serata di Gala che inaugura ogni maggio la mostra primaverile del Met Costume Institute. Istituito nel 1948, il Metropolitan Museum Fashion Ball - come è anche chiamato - è tuttora l'evento più importante della stagione per l'alta società newyorchese e, sotto la direzione della direttrice di Vogue America, Anna Wintour, richiama un parterre stellare di nomi del mondo della moda, del cinema, della musica e della finanza.

Il Metropolitan Museum of Art inaugura il 5 maggio, e fino al 15 agosto 2010, la “American Woman: Fashioning a National Identity”, una dettagliata retrospettiva dedicata alla moda femminile americana dal 1890 al 1940, che si focalizza sugli archetipi della femminilità attraverso l’evoluzione dell’abbigliamento e che dimostra come la donna degli Stati Uniti diede il via a rivoluzioni stilistiche che rispecchiavano l’emancipazione sociale, politica e sessuale della terra della libertà.

La mostra, organizzata dal Costume Institute del Metropolitan, contempla circa ottanta esempi di haute couture, la maggior parte dei quali provenienti dal Brooklyn Museum Costume Collection e trasferiti al Met nel gennaio 2009. I pezzi esposti, molti dei quali non vedono la luce da più di trent’anni, permetteranno ai visitatori di rivivere epoche e gusti del passato grazie a una ricostruzione minuziosa dei vari periodi con tanto di musica e video tematici.

Tra i designer presenti nell’ambito della mostra Gabrielle Chanel, Callot Soeurs, Elsa Schiaparelli e Travis Banton.

E per l’occasione quale guida migliore di Sarah Jessica Parker, già voce narrante nel telefilm “Sex and the City” e ormai associata a New York, agli Stati Uniti e alla moda vista come strumento di definizione della propria identità. L’attrice ha, infatti, registrato un’audioguida che verrà utilizzata proprio in occasione dell’“American Woman: Fashioning a National Identity”.

Le star, con la loro attenzione agli abiti e ai consigli degli stilisti, sono un ottimo esempio di particolare sensibilità al cambiamento che il modo di vestire subisce a secondo del periodo storico e del momento.