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mercoledì 27 maggio 2015

Gonne si... ma sotto il ginocchio!

Gonne si ma sotto il ginocchio! A pieghe poi… sono uniche, danno movimento e leggerezza. Meglio se abbinate a giacche corte o camicie in seta e tacchi alti. 
Per ricreare lo stile anni 50’ sono favolose!

#moda #retrò #anni50 #vintage #oldstyle #vespa #gonna #tacchi #Ilovewearfashion





giovedì 27 marzo 2014

Buon compleanno Barbie!


Auguri Barbie!
Il 9 Marzo la bambola più amata di tutti i tempi ha spento 55 candeline.
Icona di stile e di bellezza, la più venduta, la più copiata, la più desiderata, Barbie è nata negli Stati Uniti il 1959. La moglie del co-fondatore di Mattel, Ruth Handler, creò la prima bambola che sembrasse finalmente adulta. Il nome nasce dalla figlia della Handler, Barbara, alla quale si ispira. Una donna dall’irraggiungibile perfezione, alla moda, con le curve al punto giusto e quell’eterno fidanzato Ken, che non ha mai sposato.
La prima Barbie indossava un costume da bagno zebrato e i lunghi capelli biondi erano raccolti in una coda. Barbie è una diva, e col suo corpo mozzafiato, non poteva che meritarsi anche la copertina di Sport Illustrated che per festeggiarla ha attualizzato la prima versione del 1959: sempre in costume ma con la verve da bionda californiana e non da donna anni ‘50.
Lei è molto più di una semplice bambola, rappresenta 50 anni di moda e di costume, vestita da Giorgio Armani, Yves Saint Laurent, Christian Dior, sorelle Fontana, Balenciaga, Louboutin, Givenchy, Vera Wang, Carolina Herrera, Gucci, stilisti che per lei hanno realizzato abiti da mille e una notte. Barbie è il simbolo di generazioni di bambine che ci hanno giocato, che hanno sognato di essere come lei e vivere almeno una volta nella sua casa da sogno.
Da allora è stata la prima donna astronauta nel 1965, ballerina, ginnasta, top model, infermiera, diplomatica, hostess, sergente dei Marines, medico, candidata alla presidenza degli Stati Uniti, fashion editor, ma anche musa ispiratrice di Andy Warhol che nel 1985 la immortala in un suo famosissimo quadro.
Barbie ha case stupende e vestiti per ogni occasione, ha la gip, la decappottabile e il camper per girare il mondo e compiere le sue avventure. Insomma, un'invenzione americana, che esprime la cura e la ricerca per la perfezione ma con un pizzico di esagerazione di ciò che veramente reale non è, ma che proprio per questo ci ha conquistato.
Chi di noi non ne conserva una nei propri ricordi, nel cuore, in una vecchia scatola… e magari continua a giocarci?


















venerdì 8 giugno 2012

VINTAGE O NOSTALGIA PER IL PASSATO?



La rievocazione per il passato colpisce nel segno. 
Il successo globale ottenuto dalla recente pellicola cinematografica The Artist di Michel Hazanavicius, affinché ricordasse i film muti degli anni ‘20 , è solo una delle tante rivisitazioni del passato al quale assistiamo quotidianamente. In tutti i campi, dalla musica alla moda, dal cinema alle copertine dei libri, l’incanto e l’atmosfera un po’ antiquata dei tempi andati si promette di affascinarci. Tutto questo avviene mentre iPad e smartphone ci invitano ad essere sempre updated per fruire dei contenuti, i quali molto spesso guardano indietro.
È una contraddizione?
Secondo il saggista e critico cinematografico Emiliano Morreale le nuove tecnologie sono tra i più potenti moltiplicatori di nostalgia. Rivolgersi al passato attraverso i nuovi media e i social network fa sì che tutto ciò che credevamo riposto nella nostra memoria, come la sigla di un cartone animato o di un vecchio programma, in realtà è un luogo comune. Nulla ci appartiene, neppure i nostri ricordi.
La nostalgia è quel sentimento che tiene vivo il legame tra passato e presente, il vintage è quel senso estetico che chiama in causa la moda corredata delle sue caratteristiche e sfumature, come gli abiti o il make-up; non è un tempo precedente quanto un deposito di luoghi, colori e forme dal quale poter attingere.
Secondo la “regola dei vent’anni” negli anni ’90 si parlava dei mitici anni ’70, nel 2000 ci si ispirava agli anni ’80 e via dicendo, i recuperi avvengono sempre più rapidamente e la nostalgia non si ha neppure il tempo di provarla.

giovedì 6 gennaio 2011

l'EpifAniA...TutTe lE FeSte PoRta ViA!!!

Non è un caso citare il famoso detto "l'Epifania tutte le feste porta via". E' proprio dopo il 6 Gennaio che anticamente il contadino ricominciava con la nuova semina, si riprendevano i fervori casalinghi per dar vita ad un nuovo, e si sperava, prosperoso raccolto.

Sarà anche un detto popolare ma a noi mette tanta tanta tristezza...

Finisce il periodo più bello dell'anno, inizia il "grande freddo", si ritorna alla vita quotidiana, lavoro - casa- studio, l'albero di Natale torna in soffitta, le strade vengono spogliate di luci e addobbi.

Bhe...che dire, non ci resta che rimboccare le maniche e prepararsi ad affrontare il nuovo anno con la giusta carica!!!

A proposito...a voi cos'ha portato la Befana nella calza: bei doni o cenere e carbone???


La calza dell'Epifania è...Vintage!!!

Da Balduina a Porta Maggiore, vestiti e bijoux, borse e orologi, ma anche dischi di vinile e pantaloni anni '60

Un mercatino dell'epifania
Un mercatino dell'epifania
ROMA - Una Befana riveduta e corretta, con una calza piena di dolci ma anche occasioni di altro genere, come oggetti di antiquariato, abbigliamento, accessori. All’insegna della rigatteria e del bric à brac, infatti, si organizzano eventi per l’Epifania. Oggi in Piazza della Balduina (orario 9 – 20.30), una mostra mercato mette in mostra mobili e complementi d’arredo. Sarà piacevole curiosare tra i tanti banchetti che espongono quadri, lampade, orologi, porcellane, argenteria, stampe e libri. Nel settore dell’artigianato saranno proposti oggetti realizzati con vari materiali e tecniche, personalizzabili vista la presenza dell’artista.

LOFT PER BEFANE - Fuori dal Coro (orario 10 -20), atteso appuntamento per gli appassionati del fatto a mano, propone uno speciale Epifania, fino al 9 gennaio. In un loft di oltre 300 mq., in via di Torre Argentina 72, il pubblico potrà farsi un regalo per la Festa della Befana, scegliendo tra prodotti artigianali e artistici di vario genere, dall’arredamento ai bijoux, abiti, borse e valigie, fino alla cosmesi, tutto rigorosamente fatti a mano. Affascinanti i gioielli di un’orafa toscana, i quadri di patchwork di legno, così come il vetro artistico, gli oggetti in plexiglas, le cartoline fatte a mano e la linea di abbigliamento-design.

L'interno del Micca Club di Porta Maggiore
L'interno del Micca Club di Porta Maggiore
MINIGONNE E VIN BRULE' - Market, dolci e vin brulé al Micca Club (via P. Micca 7/a) per una Befana piena di doni e musica, a partire dalle ore 18. Un party con tanto di dj set, con le selezioni di Misterstereo8, per salutare le feste fra sonorità weird jazz, 60's e soul jazz e un lungo banco buffet con prodotti dolci e salati, accompagnati da ottimo vino caldo. Tutto questo farà da cornice al mercatino vintage, con minigonne, pantaloni a zampa, rivisitazioni della moda anni ’60, cappelli e borse, piccolo mobilio e oggetti di modernariato, dischi in vinile.


martedì 14 dicembre 2010

Dita Von Teese: «La fiducia ci rende seducenti»

L'intervista alla regina del burlesque, con gli abiti vintage di Thierry Mugler.

Hanno entrambi una «visione esasperata» della femminilità. Una specie di ossessione per le forme arrotondate, i vitini di vespa, che fanno esplodere fianchi generosi e glutei pronunciati.

Dita Von Teese amava Thierry Mugler da quando era giovanissima a West Branch, nel Michigan, e sognava di diventare una showgirl.

«Negli anni '80», dice di lui, «ero una delle poche ragazze americane di provincia a conoscerlo. Senza mai avere accesso alle sue creazioni originali, cercavo di copiare il look che proponeva. L’unica cosa che potevo permettermi del suo universo era Angel, il profumo uscito quando avevo 20 anni». Mugler, oggi, dice di Dita: «È una donna rara, dallo charme assoluto, che si avvicina moltissimo al mio ideale di bellezza femminile. Ho creato tante cose per lei, molto prima di conoscerla».

Con la complicità di Ali Mahdavi, il fotografo autore di questo servizio, che la conosce bene, e dello staff di Clarins, la casa produttrice dei profumi di Mugler, Vanity Fair ha potuto assistere a uno spettacolo inedito, quello della «vestizione» di Dita Von Teese con abiti vintage originali del couturier, nel suo camerino prima dell’inizio di questo shooting: esercizio opposto allo streep tease, ma non meno intrigante.



Sicura che l’abito faccia la spogliarellista?
«Certo, l’ho scoperto prestissimo, osservando le grandi interpreti del burlesque. Artiste come Gypsy Rose Lee e Lily St-Cyr, le regine dello strip tease del dopoguerra, arrivavano in scena con abiti firmati dai couturier dell’epoca, i guanti e la lingerie più raffinata, per i loro spettacoli».



Una bella ragazza nuda non servirebbe a niente sulla scena di un cabaret, sono gli abiti che le permettono di esprimere i gesti erotici giusti. Allora perché cura così tanto la sua pelle?

«Non ho mai visto un volto e un decolleté cosi perfetti. Certo, una pelle come la mia non si improvvisa, la curo da sempre, non ho mai preso il sole in vita mia, neanche quando ero piccola. Esco anche in città con indici di protezione altissimi, non fumo, non bevo. E quando non sono soddisfatta faccio intervenire il dermatologo».


Che cosa deve fare una donna per diventare una bellezza ideale?

«Per me esiste una cosa sola che rende le donne seducenti: la fiducia in se stesse. Quella che ti porta verso il coraggio della metamorfosi».