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lunedì 28 giugno 2010

iPhone 4 "VIETATO" ai mancini!!!Strano...ma vero!!!


In questi giorni la Apple con le novità e i record di vendita dei propri dispositivi è sempre in prima pagina, ma oggi la notizia riguardante l’azienda di Cupertino non è per niente positiva. Tutti in attesa del nuovo iPhone 4, preordini che hanno superato le cifre previste e un grande inaspettato problema che riguarda il nuovo tablet della “Mela”…ma di cosa stiamo parlando? L’iPhone 4 non può essere utilizzato dai mancini: dopo l’acquisto (il dispositivo è in vendita da un giorno) molti clienti hanno sperimentato cadute della linea telefonica…questo perchè se il telefono viene impugnato con la mano sinistra viene coperta l’antenna, la “zona sensibile” del telefono, per dirla con le parole di Steve Jobs. Grave l’errore della Apple se si considera che queste zone sensibili ovviamente dovrebbero essere posizionate in zone tali da non creare un problema di linea come nel caso del nuovo iPhone 4.

Quindi mancini che avete acquisto iPhone 4, usate la destra! Perchè al momento non ci sono altre soluzioni.


lunedì 14 giugno 2010

Nuovi PC stilosi..!?!


La nuova line up di Packard Bell presta grande attenzione allo stile, al design e ai dettagli ed è rivolta ai consumatori che desiderano prodotti unici e particolari, caratterizzati da qualità elevata e utilizzo intuitivo per la propria vita digitale. Dei vari prodotti ho scelto di presentarvi EasyNote Butterfly. Si tratta del notebook Packard Bell più leggero e compatto mai ideato, il compagno perfetto per chi è sempre in movimento. L’accattivante touchpad blu ghiaccio regala impulsi visivi e rende più divertente la navigazione. Caratterizzato dal design a forma di piscina, si illumina quando viene attivato e si spegne automaticamente.

giovedì 20 maggio 2010

Lezione n.5 del 14/5/2010

Centrale nella lezione è stata la questione inerente l'EDITORIA LIBRARIA e di quanto la tecnologia sia riuscita a contagiarla. Uno degli esempi più evidenti di come siano cambiati gli assetti dell'editoria classica è senza dubbio l'e-book(contrazione dell'espressione inglese 'electronic book'), versione digitale di una qualsiasi pubblicazione, che cerca nel contempo di abbinare le caratteristiche migliori del classico libro cartaceo,in modo da rendere la lettura il più possibile simile a quella tradizionale, permettendo di effettuare tutte le normali azioni come lo scorrere delle pagine o l'inserimento di un segnalibro, ai vantaggi offerti dalla sua natura digitale, principalmente nelle possibilità di essere un ipertesto e quindi di inglobare elementi multimediali, e nella possibilità di utilizzare dizionari o vocabolari contestuali.
Circa l'editoria libraria, e in generale tutto ciò che sia informazione sulla Rete, si è dibattuto non solo sulla questione tecnologica, ma anche sulla problematica dei pagamenti. Ciò che oggi viene messo in discussione è la definizione di gratuità della rete, uno dei principi fondamentali su cui Internet si basa. Tale problema ha subito un'accelerazione decisiva in concomitanza con la crisi economica degli ultimi anni, che ha portato al vertiginoso aumento dei debiti e al crollo dei ricavi pubblicitari e diffusionali, pertanto gli editori hanno tentato di correre ai ripari aumentando i prezzi dei libri e dei giornali e gettandosi nel nuovo business dell'editoria online.
Nasce così l'idea del paywall e delle notizie a pagamento, ovviamente in contrasto con l'opinione pubblica che al momento è ancora orientata a favore della gratuità delle news. A tal proposito sorgono spontanee domande tipo: "Perché se in rete tutto è gratuito, l'informazione non dovrebbe esserlo?" sostenendo che sia necessario, utile e giusto non far pagare i contenuti online. Al contempo è anche vero che, dal punto di vista economico, questa concezione è filosoficamente corretta ma sostanzialmente insostenibile, per la mancanza di profitto che ne deriva.
Se da un lato l'informazione vuole essere costosa, perché ha molto valore, dall'altro l'informazione vuole essere gratuita, perché produrla sta diventando sempre più economico, tali tendenze sono in contrapposizione. I primi a sbagliare sono stati gli editori stessi che, fin dall'inizio, hanno corso all'offerta di informazioni e alla velocità della loro pubblicazione, determinando, in virtù di tale generosità, il moltiplicarsi stratosferico di accessi.
I contenuti culturale non possono essere gratuiti, possono esserlo i titoli, i flash, le breaking news, ma non il commento dell'esperto, né l'intervista, l'inchiesta, o l'approfondimento. L'idea che sta alla base del paywall consiste nel favorire il riconoscimento del mestiere dei giornalisti, delle loro capacità professionali e dei costi che ci sono dietro la produzione dei contenuti.
Strettamente legato al tema della gratuità è il problema del diritto d'autore. Copiare una notizia e pubblicarla senza darne riconoscimento all'autore significa commettere una violazione del copyright, quest'ultima è sempre stata sanzionata duramente.
"Se in tutti i mezzi di comunicazione è presente tale diritto, perché non dovrebbe essere così anche per il web?"
Poiché la rete non ha confini, a livello giuridico è molto difficile individuare e accusare qualcuno per questo tipo di violazione, a ciò va aggiunto il fatto che non esiste una legge completa, attuale e affidabile in questo ambito. In Italia, ad esempio, il sito della Camera dei deputati mette a disposizione, nella sezione della rassegna stampa, tutte le prime pagine dei principali quotidiani, non pagando alcun diritto. Ciò dimostra che la violazione dei diritti non è assolutamente controllata e in Italia è il Parlamento stesso, colui che le leggi le fa, a non rispettarle.
La mancanza di leggi e controlli è legata ad una difficoltà di definizione del 'bene di consumo online': cosa si può mettere in rete? cosa no? è giusta la filosofia del copyleft, basata sulla gratuità di tutti i documenti e dunque opposta al copyright? Una legislazione più precisa consentirebbe una maggiore qualità di ciò che viene offerto sul web, una migliore diffusione dei suoi contenuti e meno violazioni della privacy.

giovedì 29 aprile 2010

Repubblica.it cambia look!

Anche il nostro paese, seppure con un po’ di ritardo, ha scoperto le infinite potenzialità del web. Sono più di 11 milioni gli utenti che lo utilizzano quotidianamente con il rispettivo calo dei quotidiani ancora letti da 5 milioni di individui i quali costituiscono all’incirca 1/6 della popolazione.
Non è un caso che Repubblica.it abbia deciso di cambiare look, a
pri la pagina e non te l’aspetti: ehi! Che è successo a Repubblica.it? “Il sito cambia, ma non troppo”, scrivono dalla redazione ma le modifiche sono evidenti. Guardi la pagina e noti che è tagliata ai lati, come se volesse centrare l’attenzione sul contenuto: ma ben di più salta all’occhio il nuovo sistema di inserzioni, che monopolizza l’intera pagina una volta aperta.
Cambia il suo aspetto per ottimizzare i contenuti ormai rivolti al genere multimediale. Non si tratta di un mutamento radicale perché una formula che funziona non va ripensata da capo ma solo modificata perché sia migliore rispetto alla versione precedente.
In questo restyling presentato il 20 Aprile, la homepage mostra agli utenti una testata centrata rinnovata con un’apertura, costituita dal titolo principale, che permette di valorizzare le immagini e le foto di cronaca. Vi è inoltre una sezione dedicata alla community del sito e una doppia colonna laterale regno dello sport, dello spettacolo e dell’entertainment. Il formato è quello tipico dell’aggregatore di notizie più famoso al mondo, la scelta risulta perfettamente in linea con le homepage dei maggiori siti internazionali.
I titoli si presentano ingranditi, mentre la nuova
struttura consente una maggiore elasticità, permettendo un più efficace aggiornamento della pagina per aderire all'evolversi degli eventi di giornata.
Tra le proposte cresce l’offerta di video, l’area dedicata alle grandi firme del giornale, i blog e le rubriche che creano un connubio sempre più stretto tra Repubblica e Repubblica.it. Quest’ultimo offre ai lettori del web 25 sezioni tematiche, la maggior parte delle quali non sono automatiche ma vengono gestite dagli stessi giornalisti secondo scelte professionali. Il
giornale online si arricchisce dello spazio dedicato “all’Ultima ora” in cui vengono approfondite le notizie principali di ogni ora, le notizie salienti del giorno sia in Italia che all’Estero.
Non è difficile notare che si è compiuto un vero e proprio adeguamento ai tempi di fruizione. Per chi ha poco tempo per stare sul web basta un’occhiata superficiale e frettolosa per guardare la homepage e capire cosa accade in tempo reale, ma chi ha più tempo da dedicare alla propria informazione può andare in profondità e scoprire che intorno all'articolo vi è una monografia fatta di video, foto e rimandi d'archivio. Repubblica.it chiede ai lettori di non fermarsi al primo clic, perciò a loro offre più materiali per capire e approfondire, con una navigabilità maggiore.

L’utente potrà trovare tutte le informazioni necessarie, che sia un film, una recensione da recuperare, una mostra da vedere, o più semplicemente un'idea per la serata.


martedì 20 aprile 2010

Lezione n.1 del 16/04/2010

Le tecnologie non servono solamente a creare la notizia ma anche a divulgarla. Questo principio costituisce un nesso tra NOTIZIA TRADIZIONALE e NOTIZIA CONDIVISA.
Il BLOG (derivato di web-log ovvero "diario in rete") nasce con l'intento di mettere in contatto tra loro molti utenti detti BLOGGER, seguendo, appunto, la logica della condivisione. Esso è una forma espressiva molto importante, la sua diffusione è dovuta alla possibilità di poterlo realizzare gratuitamente e molto rapidamente, basti pensare che nel 2003 sono stati aperti all'incirca 14 mila blog al giorno. La sua creazione non necessita la conoscenza del linguaggio HTML da parte dell'utente e la sua struttura può essere personalizzata attraverso vesti grafiche denominate TEMPLATE. Il blog è solitamente gestito da un autore , il quale è periodicamente tenuto a scrivere e a pubblicare in esso immagini, video e tutto ciò che ritiene utile condividere, il tal modo esso si configura sempre attivo e aggiornato. Oggigiorno i blog sono in costante declino, poiché ad essi vanno sostituendosi i social network come TWITTER ancora poco diffuso, e FACEBOOK. Quest'ultimo oramai è diventato una fonte per tutto, conta numerosissimi utenti e permette una condivisione più ampia e immediata.
Dal 1990 ad oggi, l'evoluzione del mondo digitale è stata costante:
  • 1990: il PC era guardato ed esplorato al suo interno;
  • 1995: nascono i primi siti web e inizia la navigazione in Internet;
  • 1998: vengono creati i primi Blog;
  • 2004: nasce Facebook;
  • 2006: nasce Twitter.
La Rete e le Tecnologie non vanno pensate come un MONDO PERFETTO. La fonte unica digitale è un RISCHIO. Essa non deve essere esclusiva per cui è necessaria un'accurata e approfondita selezione di fonti da parte dell'utente. E' bene che l'utente non si fermi alla ricerca più facile ma cerchi attraverso l'ausilio di altre fonti, ad esempio le biblioteche che non si fondano sulla logica della velocità e permettono un percorso di ricerca personalizzato e originale.
EUROPEANA è una biblioteca digitale Europea, la sua dotazione contiene materiale svariato: libri, dipinti, fotografie, film, giornali, archivi sonori e storici, mappe e manoscritti. Esso è un sito no-profit, istituzionale, il quale però soffre della notorietà di WIKIPEDIA caratterizzata dalla classica struttura di ricerca, ad albero, pratica e veloce.